I NOSTRI APPUNTI
BACHECA

MENU’ DEL FORUM
Ultimi argomenti
LE NOSTRE RUBRICHE
SOSTIENI I COPTI

SPONSORES UFFICIALI

FORUM IN MEMORIA DI

BIRMANIA: LA LOTTA DEL POPOLO KAREN

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso

BIRMANIA: LA LOTTA DEL POPOLO KAREN

Messaggio  Achille il Sab Ott 15, 2011 6:16 pm



STORIA DEL POPOLO KAREN

I Karen, una delle principali etnie che compongono il mosaico birmano (circa sei milioni su una popolazione di 44 milioni di abitanti), lottano dal 1949 contro il governo centrale di Rangoon per ottenere l'indipendenza e preservare la loro identità.
Originari delle steppe della Mongolia e degli altipiani del Tibet, i Karen arrivano nei territori che oggi costituiscono la Birmania dopo una lunga migrazione durata duemila anni. Nella loro discesa a sud scoprono i grandi fiumi Irrawaddy e Salween che si insinuano attraverso gli ultimi contrafforti della catena himalayana. Primi abitanti delle vaste pianure situate all'estuario di questi fiumi, vi si insediano nel 730 Avanti Cristo vivendo in pace per due secoli, fino all'arrivo dei Birmani che invadono le terre dei Karen costringendoli a rifugiarsi sulle montagne al confine con il Siam (l'odierna Thailandia).

Inizia lo scontro tra i due popoli. Le pianure conquistate dai Birmani sono fertili, le montagne dei Karen non offrono molte risorse. La frattura si fa via via più profonda nei secoli a seguire. Durante il periodo coloniale britannico avviene la cristianizzazione di una parte della popolazione Karen per opera di missionari battisti. L'eredità dell'evangelizzazione si evidenzia in un 30% di Karen tutt'ora fedeli al Cristianesimo.

Quando nel 1947 l'Inghilterra lascia la Birmania, il primo responsabile politico del nuovo paese, il Generale Aung San, propone una costituzione che prevede entro i dieci anni successivi il diritto di ogni gruppo etnico a separarsi dall'Unione e di ottenere piena indipendenza. Il disegno non viene realizzato, perché Aung San viene assassinato durante un colpo di stato che porta al governo una giunta militare che ben presto provoca la reazione armata dei Karen e delle altre etnie.
Da allora, i popoli delle montagne hanno combattuto senza sosta per l'indipendenza. I Karen hanno condotto la loro lotta rinunciando per ragioni etiche ai facili guadagni derivanti dal traffico di droga, a cui si oppongono con esemplare rigore.

I SOPRALLUOGHI

Nel 1994 il KNU, organismo di rappresentanza politica dei Karen, gestiva buona parte del territorio abitato da questa etnia. Nella capitale, Manerplaw, un villaggio di palafitte che ospitavano ministeri e dipartimenti dell'amministrazione, erano presenti gli esponenti del vasto panorama della dissidenza politica birmana, dalla NLD (National League for Democracy) di Aung San Suu Kyi, ai gruppi degli studenti fuggiti da Rangoon dopo le manifestazioni di protesta del 1988. Manifestazioni che si erano concluse nel sangue, con l'intervento dell'esercito che aveva provocato circa tremila vittime.
Andammo a Manerplaw entrando clandestinamente in Birmania per seguire i combattenti Karen, in quei mesi impegnati a respingere le offensive dei birmani contro la città - simbolo della loro resistenza.
Passammo giorni e giorni in trincea a contatto con giovanissimi guerriglieri che tenevano testa ad uno dei più armati eserciti del sud est asiatico. Trascorremmo lunghe notti a discutere con comandanti e uomini politici, per cercare di comprendere i perché della orgogliosa lotta intrapresa oltre quarant'anni prima. La vita quotidiana nei villaggi Karen ci permise di leggere in profondità l'indole di questo popolo: aperto e tollerante nei confronti degli stranieri, semplice e pacifico nell'impostazione dei rapporti all'interno della comunità tradizionale. Ma al tempo stesso inflessibile nell'applicazione di codici di comportamento ispirati ad un certo puritanesimo. Per i Karen l'uso e il commercio della droga, lo sfruttamento della prostituzione e l'abuso di alcool sono reati puniti con estrema severità.

Negli anni seguenti, l'impegno di chi aveva conosciuto da vicino la situazione di questo popolo si concretizzò nell'adesione alle campagne promosse da Amitiè Franco - Karen, organizzazione umanitaria francese (loi 1901) che sostiene i Karen attraverso l'invio di medicinali e la sensibilizzazione dell'opinione pubblica e delle istituzioni politiche transalpine.

Nel marzo 2001, pochi giorni dopo la costituzione della nostra Comunità, una missione ricognitiva di POPOLI si è recata nel distretto di Dooplaya, nello Stato Karen, allo scopo di individuare settori di intervento umanitario su cui concentrare i primi progetti della Associazione.
Ci siamo resi subito conto che la situazione era ben diversa da quella conosciuta durante i precedenti viaggi.
La caduta di Manerplaw, capitale di Kawthoolei, nome con il quale i Karen chiamano la loro terra, aveva causato gravi ripercussioni sull'organizzazione civile e militare dell'intero stato.
La perdita di buona parte del territorio su cui i Karen basavano le loro attività (coltivazione e taglio di piante dal legname pregiato, produzione di riso e bamboo, piccoli commerci di sussistenza) aveva messo in ginocchio il sistema economico della organizzazione statale.
Di conseguenza, i servizi di base, una volta garantiti dal K.N.U. (Karen National Union) avevano subito una drastica riduzione. Inoltre, l'estendersi delle operazioni militari condotte dal Tatmadaw (esercito birmano) all'interno di Kawthoolei, provocava la fuga di civili dai loro villaggi di origine. Duecentomila hanno raggiunto i campi profughi allestiti in Thailandia. Ma più di mezzo milione ha scelto di non lasciare la loro terra e di cercare di sopravvivere in rifugi improvvisati nella giungla.
Sanità, istruzione, assistenza sociale: queste i tre settori segnalati dai volontari di POPOLI come i più urgenti da affrontare con progetti di sostegno a favore proprio di questi "profughi interni" (I.D.P. Internally Displaced People secondo la terminologia ufficiale dell'O.N.U.).

GLI AIUTI AI KAREN

Gli aiuti internazionali alla popolazione Karen si limitano a pochi interventi condotti da alcune Organizzazioni Non Governative (N.G.O.) e da alcuni privati.
Organizzazioni come Medici senza Frontiere, Aide Medical International e il Comitato Internazionale della Croce Rossa, concentrano peraltro gran parte dei loro progetti nell'ambito dell'assistenza ai profughi accolti nei campi thailandesi lungo il confine con la Birmania.
L'ECHO, (European Community Humanitarian Office) sta stanziando 2.000.000 di Euro a favore di progetti per il miglioramento delle condizioni igieniche e sanitarie di diverse popolazioni che abitano in Birmania.
Ma la situazione degli I.D.P., i profughi interni Karen, resta la più critica, in quanto soltanto una infinitesima parte degli aiuti internazionali va a sostenere alcuni di essi.

Essendo gruppi di persone in movimento nella giungla, costrette a muoversi da un insediamento all'altro per sfuggire ai combattimenti, alle rappresaglie dell'esercito birmano, alla mancanza di cibo, essi sono più difficilmente raggiungibili dalle azioni umanitarie.

Una organizzazione tedesca, Freunde fur Asian E.V., iniziò nel 1997, in collaborazione con il Dipartimento della Sanità dell'autorità Karen, il progetto Cliniche Mobili, al quale oggi si ispira l'intervento di "POPOLI". L'organizzazione tedesca ha partecipato alla costruzione e al mantenimento di 5 cliniche in diversi distretti dello stato Karen.
Frequente, seppur irregolare, il sostegno da parte di gruppi di ispirazione religiosa (protestanti, battisti, avventisti, cattolici) ad iniziative umanitarie non coordinate.
Amitié Franco-Karen, associazione francese, ha provveduto con maggiore regolarità all'invio di medicinali nella regione e ha affiancato le delegazioni dell'autorità karen nei contatti diplomatici in Europa.

LA SITUAZIONE DELLA REGIONE

Massicce offensive dell'esercito birmano hanno portato, nel 1995, alla caduta della "capitale" dello stato dei Karen, Manerplaw, e alla conseguente disfatta dei loro reparti di autodifesa.
Negli anni successivi il governo birmano ha ottenuto degli accordi con la quasi totalità dei movimenti indipendentisti. Nonostante la precaria situazione militare gli unici a mantenere una posizione intransigente nei confronti della dittatura sono stati i Karen. La loro posizione ha avuto come conseguenza un ulteriore accanimento dei reparti dell'esercito birmano contro il territorio abitato da questa popolazione.
Le operazioni hanno provocato l'esodo di centinaia di migliaia di Karen, costretti a spostarsi nella giungla per sfuggire ai rastrellamenti, agli arresti e alle esecuzioni sommarie, divenendo in pratica profughi all'interno del loro stesso paese (I.D.P. Internally Displaced People, secondo la terminologia O.N.U.)

Un altro fronte in lotta contro la giunta è quello che ha il suo massimo esponente nella figlia del Generale Aung San. Premiata con il Nobel per la Pace nel 1991, Suu Kyi, di etnia Birmana, è attualmente agli arresti domiciliari, dopo che, in seguito alla sua vittoria nelle elezioni politiche, i militari l'hanno dichiarata "pericolosa per l'unità del Paese".
Il regime birmano, una narcodittatura sostenuta militarmente dalla Cina, intrattiene remunerativi rapporti commerciali con multinazionali europee e statunitensi, interessate allo sfruttamento delle risorse energetiche del Paese.
Alle realizzazioni delle imprese multinazionali "partecipano" anche i Karen, in qualità di moderni schiavi alle dipendenze della giunta di governo: organizzazioni internazionali come la I.L.O. (International Labour Organization) denunciano con le loro risoluzioni il frequente e criminale utilizzo di individui appartenenti alle minoranze etniche come manodopera forzata.
Attualmente, circa duecentomila Karen sono ospitati in campi profughi che il governo thailandese ha allestito lungo il confine con la Birmania, mentre circa mezzo milione di persone vive in precari insediamenti in territorio birmano, sotto la minaccia di incursioni da parte dei militari di Rangoon.
FONTE: http://www.comunitapopoli.org/pagineview.php?PagID=9

_________________
FRANCESCO VOZZA,

RAPPRESENTANTE degli studenti di Lettere al consiglio di facoltà

RAPPRESENTANTE degli studenti di Storia e Geografia al consiglio di coordinamento

FONDATORE di Historicamente


PER INFO: 3271254343 - E-MAIL: historicamente@live.it

Aggiungimi su FACEBOOK: http://www.facebook.com/Achilleide?ref=profile

Achille
Admin

Età : 32
Località : Palermo
Indirizzo di studi : Storia
Campo di ricerca : Tardo antico, Alto medioevo
Data d'iscrizione : 26.02.08
Numero di messaggi : 1413

Vedere il profilo dell'utente http://www.historicamente.org

Tornare in alto Andare in basso

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto

- Argomenti simili

 
Permesso di questo forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum