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help levi-strauss

Messaggio  giada il Mar Giu 08, 2010 4:26 pm

ciao colleghi
vi kiedo di scrivere in modo pi¨ semplice possibile lo strutturalismo di levi strauss xkŔ sto esaurendo Sad Sad

giada

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Re: help levi-strauss

Messaggio  Achille il Mar Giu 08, 2010 4:52 pm

giada ha scritto:ciao colleghi
vi kiedo di scrivere in modo pi¨ semplice possibile lo strutturalismo di levi strauss xkŔ sto esaurendo Sad Sad

NON SO SE VADA BENE....FAI TU, NON SONO PROPRIO UN ANTROPOLOGO Neutral

Le strutture elementari della parentela:

L' obiettivo di essa Ŕ di individuare la logica sottostante a tutti i sistemi di parentela al di lÓ della loro varietÓ, ossia la struttura invariante rispetto a cui essi sono tutti trasformazioni. Alla base di tutti i sistemi matrimoniali Ŕ, secondo LŔvi-Strauss, la proibizione dell' incesto, la quale impedisce l' endogamia: l' uso di una donna, vietato all' interno del gruppo parentale, diventa disponibile ad altri. Grazie alla proibizione dell' incesto Ŕ reso allora possibile lo scambio di un bene pregiato, le donne, tra gruppi sociali e quindi lo stabilimento di forme di reciprocitÓ e di solidarietÓ che garantiscono la sopravvivenza del gruppo. Sono queste le relazioni invarianti necessarie in ogni societÓ, alla luce delle quali diventa possibile studiare le varie forme che assumono le relazioni di parentela, individuando due categorie essenziali di sistemi matrimoniali, quello a scambio limitato, tra cugini, di tipo prescrittivo, e quello a scambio generalizzato, di tipo preferenziale. L' antropologia, alla pari della geologia, della psicanalisi, del marxismo e soprattutto della linguistica, diventa in tale modo scienza capace di cogliere le strutture profonde, universali, a-temporali e necessarie, al di lÓ della superficie degli eventi, che Ŕ sempre ingannevole, e al di lÓ dell' apparente arbitrarietÓ degli elementi che costituiscono ogni societÓ. A queste strutture si accede non attraverso la descrizione puramente empirica delle varie situazioni di fatto, ma mediante la costruzione di modelli. Essi sono sistemi di relazioni logiche tra elementi, sulle quali Ŕ possibile compiere esperimenti, ossia trasformazioni, in modo da individuare ci˛ che sfugge all' osservazione immediata. I modelli non hanno mai perfetta rispondenza alla realtÓ, ma non sono neppure semplici costrutti puramente soggettivi o dotati soltanto di valore metodologico: essi hanno valore oggettivo, perchŔ mettono in luce le strutture che formano l' ossatura logica della realtÓ. A queste strutture si accede non attraverso la descrizione meramente empirica delle varie situazioni di fatto, ma mediante la costruzione di modelli. Essi sono sistemi di relazioni logiche tra elementi, sulle quali Ŕ possibile compiere esperimenti, ossia trasformazioni, in modo da individuare ci˛ che sfugge all' osservazione immediata. I modelli non hanno mai perfetta rispondenza nella realtÓ, ma non sono neppure semplici costrutti puramente soggettivi o dotati soltanto di valore metodologico: essi hanno valore oggettivo, perchŔ mettono in luce le strutture che formano l' ossatura logica della realtÓ. La struttura, infatti, non Ŕ una pura e semplice forma, ma "Ŕ il contenuto stesso colto in una organizzazione logica concepita come proprietÓ del reale". Una disposizione di parti costituisce una struttura, quando Ŕ un sistema retto da una coesione interna, che si manifesta nel momento in cui sene studiano le trasformazioni, non storiche, ma secondo regole logiche: grazie a questo studio Ŕ infatti possibile rintracciare proprietÓ simili in sistemi apparentemente diversi. Per definire una struttura occorre collocarsi, come fa la linguistica, sul piano delle regole grammaticali e sintattiche, non su quello del vocabolario, ossia degli elementi singoli. In questo senso, la struttura di cui parla LÚvi-Strauss, si distingue nettamente dalla struttura sociale, di cui parlano gli antropologi britannici, in primo luogo Alfred Radcliffe-Brown (1881-1955), per i quali essa Ŕ l' insieme di relazioni sociali, empiricamente osservabili, tra gli individui, che ne consentono il funzionamento e la stabilitÓ. Secondo LÚvi-Strauss, invece, il fenomeno empirico Ŕ soltanto una combinazione logicamente possibile di elementi: per poterlo spiegare occorre ricostruire preliminarmente il sistema globale di cui esso Ŕ soltanto una variante. Dalla scuola durkheimiana, LÚvi-Strauss riprende l' idea della natura psichica dei fatti sociali: questi sono sistemi di idee oggettive, ossia di categorie che nel loro insieme costituiscono lo spirito umano nella sua universalitÓ, ma questi sistemi non sono elaborazioni consce, bensý inconsce. Il fondamento ultimo Ŕ dato dallo spirito umano inconscio, che si rivela attraverso i modelli strutturali della realtÓ. Obiettivo dell' antropologia diventa allora la contemplazione dell' architettura logica dello spirito umano, al di lÓ delle sue molteplici manifestazioni empiriche. Ormai diventato una celebritÓ, LÚvi-Strauss trascorre la seconda metÓ degli anni sessanta alla realizzazione di un grande progetto, i quattro volumi di studi dal titolo Mythologiques. In esso, Levi-Strauss analizza tutte le variazioni dei gruppi del Nord America e del Circolo Artico esaminando, con una metodologia tipicamente strutturalista, le relazioni di parentela tra i vari elementi. Nel 1971, LÚvi-Strauss completa l'ultimo volume di Mythologique e nel 1973 viene eletto dall'AcadÚmie Franšaise, uno dei pi¨ grandi onori per un intellettuale francese. "Il triangolo culinario" di LÚvi-Strauss. Diagramma di analisi strutturale nella preparazione dei cibi. Adattato da Le Cru et le cuitEgli Ŕ anche membro dell'"American Academy of Arts and Letters". Nel 1973 ha ricevuto l'Erasmus Prize, nel 2003 il Meister Eckhart Prize per Filosofia e ha ricevuto la laurea ad honorem dalle UniversitÓ di Oxford, di Harvard e dall'UniversitÓ della Columbia. Egli Ŕ anche stato onorato della Grand-croix de la LÚgion d'honneur, e gli Ŕ stato attribuito il merito di "Commandeur de l'ordre national du MÚrite" e di "Commandeur des Arts et des Lettres". Pur essendosi ormai ritirato egli continua a pubblicare occasionalmente meditazioni sull'arte, sulla musica e sulla poesia, e se intervistato racconta le reminiscenze della sua vita. L' attivitÓ inconscia collettiva tende per LÚvi-Strauss a privilegiare una logica binaria, ossia una logica che costruisce categorie mediante contrasti o opposizini binarie. Per quanto riguarda la lingua, la fonologia ha messo in luce che alla base del sistema dei suoni significativi, c'Ŕ un piccolo numero di sistemi di contrasto. Questo stesso tipo di logica presiede anche alla costruzione dei miti. I miti secondo LÚvi-Strauss, non sono espressioni di sentimenti o spiegazioni pseudoscientifiche di fenomeni naturali o riflessi di istituzioni sociali, ma non sono neppure privi di regole logiche. Come Ŕ possibile spiegare il fatto che i contenuti dei miti sono contingenti e appaiono arbitrari, eppure presentano forti somiglianze nelle diverse regioni del mondo? La risposta secondo LÚvi-Strauss, sta nel fatto che il mito Ŕ l' espressione dell' attivitÓ inconscia dello spirito umano e si struttura come un linguaggio. Come la funzione significativa di una lingua non Ŕ direttamente collegata ai suoni, ma al modo in cui i suoni sono combinati tra loro, cosý anche i miti sono formati di unitÓ costitutive minime, le cui combinazioni avvengono secondo precise regole e danno luogo a unitÓ significanti. In questo senso, i miti non sono creazioni puramente individuali e il compito di uno studio scientifico dei miti consiste nel mostrare non come gli uomini pensano e costruiscono i miti, ma "come i miti si pensano negli uomini, e a loro insaputa". Gli elementi della riflessione mitica si collocano a metÓ tra le immagini connesse alla percezione e i concetti, cosicchŔ il pensiero mitico resta legato a immagini, ma, lavorando con analogie e paragoni, pu˛ dare origine a generalizzazioni e costruire nuove serie combinatorie degli elementi di base, che restano costanti. Di tali strutture, il pensiero mitico si serve per produrre un oggetto che abbia l' aspetto di un insieme di eventi, ossia un racconto. In particolare, il sistema mitico e le rappresentazioni che esso suscita stabiliscono correlazioni tra condizioni naturali e condizioni sociali ed elaborano un codice che permette di passare da un sistema all' altro di opposizioni binarie pertinenti a questi piani. Il materiale Ŕ fornito dalle classificazioni, per esempio di animali e vegetali, che hanno tanta parte nel pensiero primitivo: esse non sono solo legate all' esigenza pratica di permettere un miglior soddisfacimento dei bisogni, ma nascono dall' esigenza intellettuale di introdurre un principio di ordine nell' universo. In questo senso, LÚvi-Strauss rivendica, ne Il pensiero selvaggio, l' esistenza di un autentico pensiero anche nei primitivi, il quale Ŕ alla base di ogni pensiero e non Ŕ una mentalitÓ pre-logica, come aveva sostenuto Lucien LÚvi-Bruhl (1857-1939), esclusivamente caratterizzata da una partecipazione affettiva e mistica con le cose, nettamente distinta dal pensiero logico. L' unica differenza, secondo LÚvi-Strauss, Ŕ data dal fatto che il pensiero "selvaggio", quale si esprime anche nei miti, Ŕ pi¨ legato all' intuizione sensibile e, quindi, pi¨ attento a salvaguardare la ricchezza e la varietÓ delle cose e a memorizzarla. L' ultimo capitolo de Il pensiero selvaggio Ŕ una polemica contro la Critica della ragion dialettica di Sartre. Definendo l' uomo in base alla dialettica e alla storia, Sartre ha di fatto privilegiato, secondo LÚvi-Strauss, la civiltÓ occidentale, isolandola dagli altri tipi di societÓ e dai popoli "senza storia". In Razza e storia, LÚvi-Strauss aveva riconosciuto che ogni societÓ vive nella storia e muta, ma che diversi sono i modi in cui le varie societÓ reagiscono a ci˛. Le societÓ primitive hanno subito trasformazioni, ma in seguito resistono a tali modificazioni : in questo senso, esse sono societÓ fredde, ossia con un basso grado di temperatura storica, e la loro storia Ŕ fondamentalmente stazionaria. Esse si distinguono dunque dalle societÓ calde, come quella occidentale, perennemente in divenire e caratterizzate da una stria cumulativa, le quali hanno come costo della loro instabilitÓ i conflitti. In prospettiva, LÚvi-Strauss auspica una integrazione tra questi due tipi di societÓ e le corrispondenti forme di cultura e di pensiero. Egli rifiuta, dunque, ogni forma di etnocentrismo, in quanto ogni cultura realizza soltanto alcune delle potenzialitÓ umane. Questo significa abbandonare ogni forma di umanesimo e di stoicismo, ossia respingere l' equivalenza, dominante nel mondo occidentale, tra le nozioni di storia e di umanitÓ: la storia Ŕ soltanto una delle scelte possibili che gli uomini possono compiere.

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FRANCESCO VOZZA,

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