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LE CROCIATE

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LE CROCIATE

Messaggio  Achille il Dom Mag 30, 2010 11:15 am



I crociata (1096-1099). Indetta da Urbano II nel 1095 al concilio di Clermont-Ferrand, fu guidata da Ugo di Vermandois, Goffredo di Buglione, Boemondo d'Altavilla, Raimondo di Saint-Gilles, Roberto di Fiandra, Roberto di Normandia e Stefano di Blois e Chartres, tutti cadetti della nobiltà francese. Gerusalemme fu conquistata nel 1099, passando attraverso i Balcani e Costantinopoli. L'idea di Urbano II di indire questa crociata generò da un progetto antecedentemente varato da Gregorio VII, ma mai messo in opera a causa dei dissidi che impegnarono questo pontefice contro l'imperatore Enrico IV (Lotta per le investiture). Con il decreto di Clermont, Urbano II riuscì a dare un nuovo significato alla guerra cristiana di liberazione auspicata dal suo predecessore, elaborando e portando al culmine quel processo di "sacralizzazione" della guerra avviatosi già tra il secolo X e l'XI. Urbano II riuscì, dunque, nell'intento di indire una guerra di liberazione «dei fratelli d'Oriente», sintetizzando il concetto di pellegrinaggio e di guerra santa. Era convinzione del pontefice che la guerra non sarebbe stata più cagione di penitenza nel caso in cui avesse perseguito «l'intenzione di liberare la Chiesa di Dio»; avrebbe anzi assicurato essa stessa il compimento della penitenza e, dunque, la remissione dei peccati confessati e la vita eterna.

II crociata (1147-1149). Indetta da Eugenio III nel 1145 ed affidata al comando di Luigi VII re di Francia, stentò a partire per l'opposizione interna alla nobiltà laica francese. Nel 1146, a Vezelay, Bernardo di Chiaravalle, su invito dello stesso Luigi, riuscì a convincere gli scettici ad appoggiare il monarca nel suo progetto. Al re si unirono quindi i suoi più importanti vassalli: Roberto di Dreux, Alfonso di Tolouse, Guglielmo di Nevers, Amedeo di Savoia, Arcibaldo di Borbone ed altri. In un momento successivo, si unirono a Luigi VII anche il re di Germania Corrado III di Hohenstaufen e il re di Sicilia Ruggero II. La spedizione si risolse in un fiasco a causa della mancanza di coordinazione dei crociati.

III crociata (1189-1192). Sconvolti dalla gravità della sconfitta subita ad Hattin (1187) contro il Saladino (che, grazie a quel successo militare, aveva riconquistato Gerusalemme), scesero in campo i massimi attori della scena politica europea del tempo, vale a dire l'imperatore Federico Barbarossa, il re d'Inghilterra Riccardo Cuor di Leone e il re di Francia Filippo Augusto. Ancora una volta i risultati furono scarsi ed il Barbarossa, nel 1190, perse addirittura la vita in Terra Santa, annegando in un fiume. Riccardo riuscì a riconquistare San Giovani d'Acri e a strappare ai Bizantini l'isola di Cipro, mentre Gerusalemme, vero obiettivo del movimento crociato, rimase ancora in mano musulmana.

IV crociata (1202-1204). Indetta da Innocenzo III, ebbe il duplice obiettivo di riconquistare Gerusalemme e di ricondurre la Chiesa d'Oriente sotto la sovranità pontificia. Radunatisi a Venezia nel 1202, i Crociati si trovarono però privi dei mezzi economici per il noleggio delle navi. Il doge di Venezia, Enrico Dandolo, offrì loro il trasporto gratuito in cambio della riconquista di Zara. Una volta riottenuta la città, Dandolo convinse i crociati ad un ulteriore deviazione, portandoli a invadere e saccheggiare Costantinopoli. I conquistatori occidentali fondarono così l'Impero Latino d'Oriente, di cui una parte cospicua spettò a Venezia.

V crociata (1217-1221). Bandita da Innocenzo III durante i lavori del IV Concilio Lateranense, venne capitanata dal re Andrea d'Ungheria. La spedizione ebbe poca fortuna e si concluse nel 1221 con vittorie ininfluenti sul delta del Nilo.

VI crociata (1228-1229). Capitanata dall'imperatore Federico II, rappresenta un momento particolare, per non dire anomalo, nella storie delle crociate. Federico restituì Gerusalemme ai cristiani (1229), senza però che i crociati avessero ingaggiato combattimenti. Sconfessando lo spirito crociato di "guerra per la liberazione", Federico scese a patti con il sultano del Cairo Malik al-Kamil, il quale restituì la città a condizione che venissero eliminate le fortificazioni difensive presenti. Così facendo Gerusalemme restò però completamente indifesa agli attacchi esterni, che non tardarono ad arrivare, allorquando nel 1244, una tribù di Turchi nomadi occupò la città mettendola a ferro e fuoco.

VII crociata (1248-1254). Guidata dal re di Francia Luigi IX, si risolse in un nulla di fatto e cagionò, anzi, la cattura dello stesso monarca, che venne rilasciato solo in cambio di un lauto riscatto.

VIII crociata (1270). Guidata sempre dal re di Francia Luigi IX, finì in modo tragico nel 1270 ancora prima del suo avvio, dato che l'esercito crociato, radunatosi a Tunisi per i preparativi, venne falcidiato da un'epidemia di peste che uccise lo stesso re.

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FRANCESCO VOZZA,

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