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I tesori disprezzati dell'Acquasanta (by Sikeliotes)

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I tesori disprezzati dell'Acquasanta (by Sikeliotes)

Messaggio  Laurentius il Lun Lug 13, 2009 1:02 pm

Ci troviamo nel vecchio borgo marinaio dell’Acquasanta, a Palermo, non distante dal porto cittadino e dal rinomato hotel a cinque stelle Villa Igea, ormai da qualche anno acquistato dalla Hilton, nota catena mondiale di lussuosi alberghi. Un luogo potenzialmente incantevole, a stretto contatto con il mare, luogo poi inglobato dalla città, a causa dell’espansione urbana di Palermo. Eppure, inoltrandoci nello stesso borgo, ci accorgiamo che non è del tutto un luogo ameno e culturalmente valorizzato ciò che ci ritroviamo innanzi.
Ci incontriamo con Luigi Esposito, insieme allo scrittore Claudio Perna e ad altri interessati, innanzi a Villa Lanterna. Amante dei luoghi che qui innanzi, sommariamente, ci appresteremo a descrivere, Luigi Esposito si è interessato e si interessa moltissimo alla situazione di degrado di alcuni luoghi del posto, in particolare la stessa Villa Lanterna, abitazione nobiliare fatta costruire dal barone Lanterna nel 1774, la grotta dell’Acquasanta, di cui il barone divenne proprietario alla fine del secolo XVIII, da prima appartenente ai benedettini di San Martino delle Scale (nella diocesi di Monreale), e la struttura dei Bagni Minerali Pandolfo, costruita nel 1871 dai sacerdoti fratelli Pandolfo al fine di sfruttare le proprietà terapeutiche delle fonti termali del luogo, fino a cent’anni fa indice di vivibilità e pregio locale, calamite di una vitalità, popolare e non, che oggi, se non ‘estranea’, appare certamente molto meno evidente.
Villa Lanterna ci si presenta come una struttura indubbiamente fatiscente, innanzi alla quale spiccano due alte palme ai cui piedi si trova una serie maleodorante di cassonetti per la spazzatura. Entrando negli ambienti del primo piano ci accorgiamo immediatamente anche delle pessime condizioni degli interni: soprattutto alcuni locali evidenziano vistose crepe alle pareti, e addirittura uno dei solai dei soffitti si presenta crollato sul pavimento, danneggiando il pavimento stesso e lasciando scoperte le tegole, visibili dall’interno. Altri ambienti della casa presentano gravi danneggiamenti, soprattutto ancora una volta al soffitto, a tratti del tutto crollato, come per la ‘Stanza del tessuto d’oro’, una lussuosa stanza le cui pareti e il cui soffitto rimasti sono ancora addobbati con decoratissimi affreschi dorati settecenteschi. A parte un paio di stanze usate più che altro come sgabuzzini, i locali del piano terra della villa sono inagibili, ed alcuni infissi sono addirittura murati.
I Bagni minerali dei fratelli Pandolfo non evidenziano una situazione migliore. L’ingresso alla vecchia cappella dello stabilimento appare anch’esso murato, mentre l’ingresso al piano inferiore, che un tempo portava direttamente al mare e al luogo di sgorgo delle sorgenti termali, non è che un cumulo di macerie. Dicasi lo stesso per i locali del piano terra e dei piani superiori, in cui abbiamo ravvisato totale fatiscenza e degrado nel senso più estremo del termine, con pareti scrostate, vecchi mobili e scatole accatastate in grossi cumuli in ogni stanza.
Le grotte, innanzi al porticciolo, si presentano barricate da una ringhiera, proprio per non farvi accedere persone poco rispettose del luogo una volta addirittura sacro: si narra, infatti che in tali grotte sia stato ritrovato, nell’anno 1022, sotto i Fatimidi, una quadro raffigurante la Madonna. Da allora, la grotta fu meta di pellegrinaggi e venne adibita a cappella cristiana. Oggi, invece, sembra qualcosa che pare debba rimanere addirittura nascosta, visto che il suo ingresso viene coperto da alcune imbarcazioni tirate a secco e lì innanzi posteggiate.
Tramite tale sommaria descrizione di ciò che s’è visto, filmato e fotografato, non ci si può non domandare come mai si sia arrivato ad un tale degrado di cotanti luoghi d’interesse storico e culturale, luoghi che renderebbero indubbiamente il proprio contributo alla rivalutazione dell’intera zona dell’Acquasanta. Si deve all’architetto Vincenzo Rizzacasa, amministratore unico e legale rappresentante della Aedilia Venusta s.r.l., il tentativo di recupero di Villa Lanterna, dei Bagni minerali e delle grotte, con l’intento di restituire finalmente i luoghi menzionati ad un rinnovato splendore.

A questo link le nostre immagini: http://viewmorepics.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewPicture&friendID=483064539&albumId=714659

Di seguito il nostro servizio filmato.

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Laurentius

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